Per iniziare…

Chi sono i cristiani evangelici?

  • L'origine di un nome

    Il termine “evangelici” non è il risultato di una scelta voluta: ci è stato dato da altri. Ma ci sta bene per il suo significato originale: evangelico deriva dal termine “evangelo” che significa “buona notizia” – la buona notizia di Gesù Cristo. Forse qualcuno pensa che siamo dei protestanti, ma chi conosce il significato dato a questo nome quando fu usato la prima volta? La sua origine proviene dalla dichiarazione che 14 città e 5 stati regionali fecero a Spira il 19 aprile 1529 dinanzi al parlamento imperiale tedesco: “Noi dichiariamo solennemente dinanzi a Dio nostro unico Creatore, Redentore, Salvatore, il quale un giorno ci chiamerà in giudizio, e davanti a tutti gli uomini, che non siamo in alcun modo disposti ad accettare un’impostazione contraria a Dio, alla Sua Parola, alla nostra coscienza e alla salvezza delle anime nostre”. Chi non sottoscriverebbe una tale dichiarazione? Ora, poiché “dichiarare solennemente” si diceva “protestari”, l’epiteto di protestanti servì a definire quelli della protesta, quelli che ponevano a fondamento della loro salvezza la Parola di Dio.

  • Il ritorno al Vangelo

    In ogni tempo ci sono stati cristiani autentici che hanno desiderato un ritorno al Vangelo, alla sua purezza e alla sua sufficienza. Noi evangelici siamo eredi di questa volontà. Noi crediamo che quell’oscuro falegname della Galilea, Gesù di Nazareth, sia il solo Signore. Siamo convinti, sulla base della Bibbia, che al di fuori di Lui non sia possibile essere salvati. Si legge in Atti 4,12 “…non v’è sotto il cielo alcun altro nome per il quale si abbia ad essere salvati”. Ciò che Cristo è venuto ad annunciare è veramente l’Evangelo, la buona notizia: “Tu non devi far nulla, io ho compiuto tutto; tu non devi salvarti, io ti ho salvato; tu non devi tentare di raggiungere un certo livello di giustizia, io sono la tua giustizia; tu non devi espiare i tuoi peccati, io li ho espiati”. In un solo colpo tutti i nostri tentativi di purificazione personale attraverso pratiche religiose (digiuni, pellegrinaggi, sofferenze o altro) vengono mostrati per quello che sono – tanti “panni sporchi” davanti alla santità di Dio. Gesù è per noi il solo mediatore tra Dio e gli uomini. Non c’è altro ponte tra noi e Lui.

  • Il posto della Bibbia

    L’uomo saprebbe poco, molto poco su Dio se Dio non avesse parlato e se non si fosse rivelato nella Sua Parola. La Bibbia è il mezzo attraverso il quale Dio comunica la Sua verità all’uomo. Attraverso di essa Egli vuol liberare l’uomo da tutte le sue illusioni, rivolgendogli una parola certa per la sua salvezza. Ogni uomo ha la possibilità di avvicinarsi alla verità della Bibbia senza la guida di altri uomini. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio sono tali da non aver bisogno di alcun sostegno. Chiunque crede, il più ricco come il più povero, il più potente come il più umile, è posto, nei suoi rapporti con Dio, su uno stesso piano: tutti sono sacerdoti. Non c’è né gerarchia né potere, ma umiltà e servizio. Tutti sono fratelli. Non vogliamo essere riuniti intorno a degli uomini, ma attorno alla Parola di Dio.

  • L'unica speranza un dono

    Siamo cristiani evangelici perché, come i primi cristiani, vogliamo seguire Gesù Cristo e praticare ciò che Egli stesso ha insegnato; crediamo di aver bisogno di un salvatore. La Bibbia insegna che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3,23). Il peccato non è solo rubare, uccidere o trasgredire un comandamento, ma è qualcosa che attinge alla più intima essenza del nostro essere. Il vangelo di Cristo annuncia il perdono totale di tutti i peccati per la grazia di Dio. Esso è un dono libero e gratuito di quel Dio che ci ama e ci chiama per nome. Non è un invito a migliorare, ma a cambiare! Non si tratta di aggiornarsi, ma di convertirsi.

Cosa credono i cristiani evangelici?

Come evangelici ci ritroviamo ancora nei cinque sola che caratterizzarono la Riforma protestante del XVI secolo.

  • Diciamo sola Scriptura, perché crediamo che la Bibbia sia l’autorità suprema per il pensiero e la condotta; un’autorità sufficiente e finale per essere ubbidita. Essa viene prima della tradizione della chiesa, della ragione e del sentimento. Ciò non significa che sia lasciata al “libero esame” del singolo, significa piuttosto che la sua interpretazione dipende dall’azione dello Spirito Santo (2 Timoteo 3,16).

  • Diciamo solus Christus, perché solo il Signore Gesù, generato dallo Spirito Santo nel seno della vergine Maria, col suo sacrificio espiatorio ha potuto soddisfare alle esigenze di Dio. Grazie a lui è esclusa qualunque altra ipotesi di salvezza perché in lui abita tutta la pienezza. Egli è stato, infatti, pienamente sufficiente per liberare dal dominio del diavolo e dalla corruzione nella quale si trovava l’uomo a causa del peccato (Giovanni 14,6).

  • Diciamo sola fide, perché la fede donata da Dio è l’unica base per la giustificazione del peccatore. Lo Spirito Santo è in grado d’applicare al cuore dell’uomo la verità della Parola producendo la vita cristiana nel suo principio e nei suoi effetti. L’evangelo esclude, infatti, ogni forma di meticciato tra Dio e l’uomo (Efesini 2,8).


  • Diciamo sola gratia, perché l’unica risposta alla perdizione dell’uomo davanti alla santità di Dio è solo la sua grazia. Nessuno è, infatti, in grado di fare alcunché per essere salvato e riconciliato con Dio (Efesini 1,7).

  • Diciamo soli Deo gloria, perché la sovranità di Dio è totale. Egli dev’essere al centro degli interessi, dei propositi e delle azioni e tutto deve rendergli gloria. Grazie a Cristo è possibile un nuovo mondo, un mondo in cui Dio è veramente Dio (Romani 11,36).

Non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati
Atti 4,12